Morano C. Altre due cappelle dichiarate di interesse storico/artistico

Morano C. Altre due cappelle dichiarate di interesse storico/artistico

Morano C. - Continua da parte della Soprintendenza il lavoro di individuazione e difesa dell’ingente patrimonio storico artistico moranese. A poco più di un anno dagli analoghi interventi relativi ad altre chiese del posto, intra ed extramoenia, dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, Segretariato Regionale per la Calabria, giungono alla municipalità locale altre due disposizioni dichiaranti “l’interesse storico artistico ai sensi dell’art. 10 comma 1 del D. Lgs. 22 gennaio 2004, n° 42” delle cappelle SS. Salvatore (foto), ubicata nei pressi della terza cinta muraria, ultimo sviluppo verso valle del nucleo urbano medievale, e San Leonardo, posta a ridosso della Sp 241, appiè dell’abitato antico, in direzione nord rispetto alla principale porta d’accesso al paese. Entrambe le strutture, rispettivamente con decreti n° 30 e n° 29 del 09.03.2017, sono sottoposte a tutte le disposizioni di tutela contenute dalle normative vigenti. «Le cappelle del SS. Salvatore e di San Leonardo – dice il sindaco Nicolò De Bartolo – sono una parte importante delle nostre emergenze architettoniche religiose e si distinguono tra gli edifici di culto che necessitano di cure e attenzioni urgenti. Purtroppo, però, la continua riduzione dei trasferimenti statali, che penalizzano pesantemente i bilanci degli enti locali, e la mancanza di fondi specifici non ci consentono di programmare percorsi di restauro o perlomeno di consolidamento, per i quali occorrono risorse di cui non disponiamo. Accogliamo, pertanto, con fiducia i provvedimenti della Soprintendenza, nella speranza che possano servire a sensibilizzare chi di dovere. Per quanto ci riguarda, lo ripetiamo ancora una volta, siamo pronti a qualsiasi confronto serio, che miri alla tutela e sappia ragionare tangibilmente di recupero e valorizzazione, restituendo ai siti la dignità di testimoni eloquenti del nostro passato. Non riusciremo a progettare il futuro», conclude De Bartolo, «se perdiamo la memoria e ignoriamo le nostre radici».