“Camminando verso il Golgota”, un racconto della Passione di Cristo e degli uomini

“Camminando verso il Golgota”, un racconto della Passione di Cristo e degli uomini

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Cosenza - Nella suggestiva cornice della Casa delle Culture, nel cuore della Città Vecchia  a Cosenza, si è svolto nei giorni scorsi l’evento pubblico di presentazione del libro “Camminando verso il  Golgota”  alla presenza degli autori Attilio Campanella, Donatella De Stefanis e Alessandra Veltri. Un pomeriggio di fede e cultura, moderato da Francesco Castellano e animato dalle considerazioni degli autori e del Pastore della Chiesa Bethel di Cosenza Paolo Giovannini, che ne ha curato la prefazione. Il testo  è una raccolta di riflessioni sulla passione del Cristo, la presentazione accurata e dettagliata del lungo, aspro e doloroso cammino di Gesù verso il Golgota. Non la semplice narrazione di un dogma, ma l’intreccio profondo di ragionamenti storico-esegetici sui Vangeli, meditazioni filosofiche e raccoglimenti emozionali. C’è un filo rosso di sangue, dolore, tristezza e solitudine che abbraccia tutto il genere umano: tutto il male del mondo, racchiuso nella terribile “banalità” di arendtiana memoria, si idealizza  in quella croce di legno trasportata con sofferenza e fatica e ogni passo è scandito dalla stessa sofferenza degli uomini. “Il calice amaro” apre ai riverberi del pensiero non solo teologico, quasi una richiesta di introspezione di una sofferenza antica quanto l’essere umano e il divino: quanto è duro bere quel calice, condividere la vita degli uomini sommersa da un oceano di lacrime… La passione di Cristo ha inizio nell’Orto degli Ulivi, ai piedi dell’omonimo monte, di fronte alle mura che cingevano il complesso del Tempio. L’Evangelista Marco parla di “un podere chiamato Getsemani”, la cui ubicazione e autenticità è assicurata dalla tradizione, dall’archeologia e da testimonianze. Qui l’agonia psicologica di Gesù – la sua angoscia, la tristezza per l’ingratitudine e l’abbandonano, culminati nella richiesta al Padre di allontanamento del calice amaro – coinvolge ogni singolo uomo. “Perché mi percuoti?”.  Una domanda che colpisce nel petto come una lama, perché porta in sé la cruda verità della violenza, dell’odio, dell’ingiustizia del mondo. Ci parla dei bambini maltrattati, degli uomini uccisi, delle donne violentate; ci racconta della follia della guerra, della miseria degli ultimi, dei corpi sommersi dei migranti. Ma “Cos’è la verità?” Contro ogni apparenza, tutto questo dolore e questo sangue ci dicono che la passione di Gesù non è mito, ma storia. Un’esperienza di vita e di cultura, in un percorso che ci parla di salvezza. Sembra strano, ma alla fine del Golgota c’è la vittoria dell’amore, la Resurrezione. La verità altro non è che la straordinaria capacità dell’uomo di amare i suoi simili, di soccorrerli ed aiutarli: è la realtà delle Associazioni di volontariato, Croce Rossa, Emergency, Medici senza Frontiere, Movimenti per la lotta contro la fame nel mondo, Missionari; degli Amici dei popoli, Associazioni ambientaliste, ONG, Fratelli dell’uomo…

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